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giovedì 18 marzo 2010

Firn


E' bello ritrovare questa sensazione, questa mattina, per la prima volta della stagione sul firn.

Mentre torno a casa, con l’aria marzolina che entra dal finestrino, ritorno a pensare che forse non c’è niente come lo scialpinismo di primavera che mi dia un così grande senso di libertà, lo penso ogni anno quando arrivo in questo periodo e vivo giornate così. Quell’attraversare tutte le stagioni in poche ore, quel sole che comincia a scaldare e colorire la pelle, i primi fiori che sbucano prepotentemente dalla notte invernale, la vita che pian piano comincia a risvegliarsi, quel danzare leggeri su pendii lisci come biliardi…
 
Sì, a volte penso che mi basta un paio di sci ai piedi per poter scivolare verso un nuovo sogno.



martedì 16 marzo 2010


"andiamo in montagna per vivere una vita che amiamo, per realizzare noi stessi, così, aperti, sinceri, senza creare consorterie, senza produrre miti fasulli, senza vendere fumo..."

Gian Piero Motti

venerdì 5 marzo 2010


L'autunno negli occhi l'estate nel cuore
la voglia di dare l'istinto di avere
e tu, tu lo chiami amore e non sai che cos'è
e tu, tu lo chiami amore e non ti spieghi il perché.

sabato 13 febbraio 2010

San Singolino







        Un po' datato, ma sempre carino questo pezzo.

        San Singolino

        14 febbraio 2003


        Dedicato ai cuori solitari per scelta. Altrui. Quelli che sono stati appena lasciati e non ci stanno.
        Quelli che ci starebbero anche, se solo trovassero qualcun altro disposto a stare con loro.
        Quelli che fanno gli innamorati di riserva e da svariate festività aspettano che lui/lei lasci il titolare.
        Quelli che «io dall’amore non mi aspetto più niente», ma sperano ancora di aver detto una bugia.
        Quelli che non sanno che sapore ha un bacio, o non se lo ricordano più, e oggi mangeranno troppi cioccolatini.
        Quelli che se lo ricordano benissimo e mangeranno troppi cioccolatini lo stesso.
        Quelli che «ma come cantava Baglioni, strada facendo troverai anche tu un gancio in mezzo al cielo?»
        Quelli che «ma fammi il piacere!» e alzano la testa, così, per controllare.
        Quelli che la testa non la alzano più e invece gli farebbe bene.

        Quelli che leggono che oggi, san Valentino martire, gli italiani spenderanno 800 milioni di euro in fiori, peluches, messaggini telefonici e cene a base di carciofi e pensano: «Dove andremo a finire?»

        Quelli che vorrebbero finire proprio lì, sepolti da fiori e peluches, a scambiarsi messaggini fra i carciofi.
        Quelli che «se potessi tornare indietro» o «se riuscissi ad andare avanti» e intanto intralciano il traffico.
        Quelli che si sentono esclusi, sconfitti, diversi, incompresi, inadeguati: soli, eppure sono tantissimi.
        Quelli che non sentono più niente e, dopo averlo rincorso invano, adesso scappano dall’amore.
        Quelli che tanto l’amore prima o poi li raggiunge.

        M. Gramellini


giovedì 28 gennaio 2010

Appello del WWF


Riporto dal blog aperto dal W.W.F. in merito alla questione. E aggiungo:


Rigoni Stern si starà rivoltando nella tomba....


quella era caccia per vivere, non questa di oggi... credo siano rimasti ben pochi cacciatori con quella mentalità del Mario... che rispettavano prima di tutto l'animale...a volte anche più di sè stessi.


Ed in tempi in cui la fame, qui da noi, si sapeva ancora cosa voleva dire.





CACCIA, APPELLO A BERLUSCONI: FERMA LA STRAGE





Appello di 100 associazioni da tutta Italia al Presidente del Consiglio. ADERISCI ANCHE TU:  FACENDOLO GIRARE E…SCRIVENDO COSA NE PENSI!


“Cancellare l’articolo 38 dalla Legge Comunitaria. E’ un inganno all’Europa e ai cittadini italiani e il via libera ad nuovo assalto agli animali”.


“Ci rivolgiamo a lei, Signor Presidente, perché intervenga immediatamente e impedisca l’approvazione dell’articolo 38 della Legge Comunitaria, oggi in aula al Senato. Un articolo ingannevole, che traveste da risposta alle richieste europee un’inaccettabile concessione a caccia selvaggia”.


E’ l’appello urgentissimo che oltre 100 associazioni ambientaliste, animaliste, civiche, culturali, sociali, di cittadini, consumatori fotografi, escursionisti eccetera rivolgono stamattina al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a poche ore dal voto in aula del senato della Legge Comunitaria.
Una valanga di adesioni che non si ferma.


“L’articolo 38, tra le altre cose, prevede la cancellazione degli attuali limiti massimi della stagione venatoria e dunque permetterà, se approvato, l’estensione della caccia anche oltre i già lunghi 5 mesi attuali, con l’ennesima strage di animali selvatici, di uccelli migratori, di cuccioli ancora alle dipendenze dei genitori, ma anche la presa in giro dei cittadini italiani che dovranno tollerare la presenza e i fucili dei cacciatori nei propri terreni per un periodo ancor più lungo di quanto non lo sia già oggi.


Il paradosso, Signor Presidente, è che tutto ciò avviene in risposta ad una durissima procedura di infrazione europea che contesta all’Italia di concedere troppe deroghe e di non prevedere il divieto assoluto di caccia nei periodi di dipendenza e migrazione degli uccelli. In sostanza, ci contesta di cacciare troppo e male. Bene: qual è invece la risposta che darà oggi il Governo? Quella di aumentare la caccia. Quella di concedere più deroghe e una più lunga stagione venatoria.


E tutto questo si consumerà nel 2010, in apertura dell’anno internazionale della natura e della biodiversità, con il primo provvedimento del Governo e dello Stato italiano che sarà una riduzione delle tutele per la biodiversità e il via libera ad un nuovo assalto alla natura.


Le chiediamo dunque, Signor Presidente, di intervenire in prima persona sul suo Governo e in particolare sul Ministro Ronchi, chiedendo la cancellazione dell’articolo 38, ed evitando questo vero e proprio inganno per quel 90% di italiani che sono fortemente contrari ad ogni ulteriore concessione alla caccia e anzi chiedono più tutele e più rispetto per gli animali, la natura, la tranquillità dei cittadini”.


Sostieni l’appello facendolo conoscere a più persone possibile, in modo da far capire a lorsignori che il tentativo di far passare sotto silenzio questa manovra è stato smascherato.



mercoledì 16 dicembre 2009

Sorrow







There's an unceasing wind that blows through this night
and there's dust in my eyes, that blinds my sight
and silence that speaks so much louder than words
of promises broken.


martedì 15 dicembre 2009

Io confesso, di Marco Travaglio

  Ebbene sì, han ragione Cicchitto, Capezzone e Sallusti, con rispetto parlando. Inutile negare l’evidenza, non ci resta che confessare: i mandanti morali del nuovo caso Moro siamo noi di Annozero e del Fatto, in combutta con la Repubblica e le procure rosse. Come dice Pigi Battista sul Corriere, abbiamo creato “un clima avvelenato”, di “odio politico”, roba da “guerra civile”. Le turbe psichiche che da dieci anni affliggono l’attentatore non devono ingannare: erano dieci anni che il nostro uomo, da noi selezionato con la massima cura (da notare le iniziali M.T.), si fingeva pazzo per preparare il colpo.

E la poderosa scorta del premier che si è prodigiosamente spalancata per favorire il lancio del souvenir (come già con il cavalletto in piazza Navona) non è che un plotone di attivisti delle Brigate Il Fatto, colonna milanese Annozero. Siamo stati noi. Abbiamo spacciato per cronaca giudiziaria il racconto dei processi Mills, Mondadori e Dell’Utri, nonché la lettura delle relative sentenze, mentre non era altro che “antiberlusconismo” per aprire la strada ai terroristi annidati nei centri di igiene mentale.

Ecco perché non ci siamo dedicati anche noi ai processi di Cogne, Garlasco, Erba e Perugia: per “ridurre l’avversario a bersaglio da annichilire” (sempre Battista, chiedendo scusa alle signore). Ci siamo pure travestiti da leader del centrodestra e abbiamo preso a delirare all’impazzata. Ricordate Berlusconi
  che dà dei “coglioni” alla metà degli italiani che non votano per lui, dei “matti antropologicamente diversi dal resto della razza umana” ai magistrati, dei “golpisti” agli ultimi tre presidenti della Repubblica, dei fomentatori di “guerra civile” ai giudici costituzionali e ai pm di Milano e Palermo, dei “criminosi” a Biagi, Santoro e Luttazzi, che minaccia Casini e Follini di “farvi attaccare dalle mie tv” perché “mi avete rotto il cazzo” e invoca “il regicidio” per rovesciare Prodi? Ero io che camminavo in ginocchio sotto mentite spoglie e tre chili di cerone.

Poi, già che ero allenato, mi sono ridotto a Brunetta per dire che questa “sinistra di merda” deve “morire ammazzata”. Ricordate Bossi che annuncia “300 uomini armati dalle valli della Bergamasca”, minaccia di “oliare i kalashnikov” e “drizzare la schiena” a un pm poliomielitico, sventola “fucili e mitra”, organizza bande paramilitari di camicie verdi e ronde padane perché “siamo veloci di mano e di pallottole che da noi costano 300 lire”?

Era Santoro che riusciva a stento a coprire il suo accento salernitano con quello varesotto imparato alla scuola di dizione.
  Ricordate Ignazio La Russa che diceva “dovete morire” ai giudici europei anti-crocifisso? Era Scalfari opportunamente truccato in costume da Mefistofele. E Sgarbi che su Canale5 chiamava “assassini” i pm di Milano e Palermo e Caselli “mafioso” e “mandante morale dell’omicidio di don Pino Puglisi”? Era Furio Colombo con la parrucca della Carrà. E chi pedinava il giudice Mesiano dopo la sentenza Mondadori per immortalargli i calzini turchesi? Sandro Ruotolo, naturalmente, camuffato sotto le insegne di Canale5. Chi si è introdotto nel sistema informatico di Libero e poi del Giornale di Feltri e Sallusti per accusare falsamente Dino Boffo di essere gay, Veronica Lario di farsela con la guardia del corpo, Fini di essere un traditore al soldo dei comunisti? Quel diavolo di Peter Gomez. Chi ha seviziato Gianfranco Mascia, animatore dei comitati Boicotta il Biscione? Chi ha polverizzato la villa della vicedirettrice dell’Espresso Chiara Beria dopo una copertina sulla Boccassini? Chi ha spedito a Stefania Ariosto una testa di coniglio mozzata per Natale? Noi, sempre noi.

Ora però ci hanno beccati e non ci resta che confessare. Se ci lasciano a piede libero, ci impegniamo a non dire mai più che Berlusconi è un corruttore amico di mafiosi. Lui è come Jessica Rabbit: non è cattivo, è che lo disegnano così.



(Il Fatto Quotidiano del 15 Dic. 2009)