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venerdì 25 novembre 2011

prove tecniche di trasmissione

in vista di trasferimento da piattaforma splinder, visto che abbiamo ricevuto questo simpatico annuncio..


Avviso per gli utenti

ATTENZIONE!
A partire dal 31 Gennaio 2012 il servizio Splinder verrà dismesso.
A breve verrà inviata una comunicazione con le indicazioni da seguire per recuperare tutti i contenuti dei blog ospitati. Sarà inoltre possibile attivare un redirect su un nuovo indirizzo web.

non è detto che riesca a trasferire tutto il contenuto di roby4061.splinder.it su questa nuova piattaforma, ma intanto ho registrato il nuovo indirizzo..

sto trasferendo quanto riesco...

mercoledì 2 novembre 2011

il mondo di "lassù"

"Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi...."

Questa frase ci sta a pennello quando ti trovi nel mondo di "lassù", una sera di fine ottobre, immersi nel silenzio più totale, osservando quelle centinaia, migliaia di luci che brulicano laggù, nell'altro mondo dal quale siamo fuggiti per qualche ora.

Così vicino eppur così lontano, da guardare con stupore e distacco, pensando che potresti essere là sotto anche tu, immerso nella foschia e nelle brume della pianura, ed invece siamo qua, ad osservare dall'alto ciò che forse qualcuno non può immaginare che esista.



Rifugio Fornetto, 2130 m, 31 ottobre 2011.


giovedì 13 ottobre 2011

Il ponte sulla Drina


Ho appena finito di leggere questo che è più famoso romanzo di Ivo Andrić, lo scrittore di origine serba, insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1961, per la sua capacità di raccontare la sua terra.

Fonte: www.ariberti.itDi Andrić avevo già letto “I racconti di Sarajevo”, sull’onda emotiva del mio viaggio in Bosnia-Erzegovina dell’agosto 2010 e della mia “fame di sapere” su quel martoriato territorio balcanico.

Tra i molti libri che mi ero procurato, c’era anche questo, sapendo della sua fama. E’ un libro fondamentale per conoscere e capire la storia e la cultura della Bosnia-Erzegovina, paese crocevia di religioni e genti diverse.
A Sarajevo e Mostar mi colpì proprio la fusione di queste due culture, di questi due mondi, quello occidentale e cristiano, e quello orientale e musulmano, e del come vivessero – ora – in apparente armonia.

Come ben sappiamo, soprattutto a causa degli eventi degli anni 90, la cui memoria è ancora viva e le ferite sono ancora ben visibili, non è sempre stato così, ed anche leggendo “Il ponte sulla Drina”, si capisce quanto sia stata travagliata la storia di questo angolo di mondo.

Il romanzo ruota attorno al ponte sul fiume Drina ed alla città di Višegrad, che si trova nella parte orientale della Bosnia al confine con la Serbia. Il ponte fu costruito su iniziativa di Mehmed Paşa Sokolovič, un ragazzino rapito nel 1516 dei dintorni di Višegrad e portato a Istanbul, capitale dell’impero turco, dove, dopo anni di addestramento militare, vestì dapprima la divisa dei giannizzeri e divenne poi gran visir della Bosnia durante il regno di Solimano il magnifico (colui che, tra l’altro, fece costruire lo Stari Most, il famoso ponte vecchio di Mostar).
Fonte: giotto.ibs.it


Tramite una serie di racconti, personaggi caratteristici e aneddoti ambientati con l’onnipresente figura del ponte, Andrić descrive la storia di Višegrad e della Bosnia-Erzegovina, area da sempre al confine tra quei due mondi così vicini eppure così lontani e diversi.

A partire dal XVI secolo, dal dominio dei turchi, fino alle prese di coscienza nazionalistica dei Serbi, dall’occupazione dell’Impero Austro-Ungarico, alle guerre balcaniche di inizio novecento, fino al 1914, anno in cui si concludono il romanzo e la cronaca degli avvenimenti legati al ponte.

Quell’anno in cui, nella capitale bosniaca Sarajevo, lo studente serbo Gavrilo Princip assassinò l’Arciduca Ferdinando, erede al trono asburgico, e sua moglie. Fu l’inizio della Prima Guerra Mondiale, un singolo episodio in quella terra che si prese l’appellativo, forse non del tutto errato, di “polveriera dei Balcani”.

Fonte: wikipedia
E’ un romanzo storico e particolare, io l’ho trovato appassionante e trascinante, con diversi paragrafi e personaggi anche divertenti ed un finale “a sorpresa”. Un romanzo molto utile per comprendere la complessità di un territorio, quello dell’ex-Jugoslavia, da sempre crocevia di popoli, culture, tradizioni.

Quel ponte è ancora lì. Ha visto secoli e secoli di avvenimenti travagliati, guerre, bombardamenti, ma nonostante tutto era, è e rimane lì, a sorvegliare la Drina che continua, a volte impetuosa, a volte placida e tranquilla, a scorrere sotto le sue arcate, con il suo carico di storia.




« Le lunazioni si susseguivano e le generazioni sparivano rapidamente, ma il ponte restava, immutabile, come l’acqua che scorreva sotto le sue arcate. »

Ivo Andrić, “Il ponte sulla Drina”



Picture copyright: ©Velija Hasanbegović

mercoledì 12 ottobre 2011

30 gradi ha aprile

"trenta gradi ha aprile
con maggio, giugno, luglio, agosto, settembre e ottobre
"


(image by http://mike191280.wordpress.com/)


Liberamente ispirata alla celebre filastrocca sul numero di giorni dei mesi dell'anno che ci insegnavano da bambini...

Già, da bambini. Quando mai avremmo immaginato che un giorno, in questo angolo di mondo, si sarebbero registrati più di 30°C ad aprile o ottobre.

Il 2011 rimarrà un anno "funesto" quanto il terribile 2003. E' ancora presto per tirare somme sulla temperatura media annuale, ma ci sono dati che fanno e devono far riflettere.

A Torino e molte altre località del Piemonte, si sono superati i 30°C per sette mesi consecutivi, da aprile ad ottobre, e mai ciò era successo nell'intera serie di dati meteorologici a partire dal 1753, cioè da inizio serie.

In particolare aprile e ottobre sono stati davvero fuori da ogni umana concezione. A parte la flessione di giugno e luglio, possiamo dire che quest'estate è durata, e sta durando più di sette mesi.

E' vero, luglio è stato il più fresco degli ultimi 30 anni, ma è stato calpestato e dimenticato sotto i colpi di un aprile caldo, un agosto torrido (secondo solo al 2003), un settembre rovente (il più caldo di sempre) ed un ottobre che per la prima metà è stato allucinante dal punto di vista delle temperature, tolta una breve parentesi di un paio di giorni.

Senza contare che non cade una goccia di pioggia da quasi un mese, e ottobre, ad ora, è il più secco mai visto qui a Villanova Canavese.

Secondo me, di fronte ai fatti, alle memorie d'infanzia e di adolescenza, mi sembra ormai sotto gli occhi di tutti che qualcosa che c'è qualcosa che non funziona.

Fa sempre più caldo, punto.

Ed è sempre più difficile e forse inquietante domandarsi come sarà in futuro, se questa è e rimane la tendenza.



giovedì 6 ottobre 2011

Stay hungry. Stay foolish.

"Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare. Tutto il resto è secondario."



Non ho mai avuto un prodotto apple, ma questo non vuol dire molto. Penso che Steve Jobs fosse una persona particolare, oltre ad avere cambiato molte abitudini della gente di questo pianeta.

Ho visto e seguito attentamente questo discorso solo quest'estate, per puro caso.

Ma ha "lasciato il segno" in me. E forse mi sta aiutando nelle scelte che sto facendo in questo periodo della mia vita. Quelle due frasi finali mi sono entrati in testa e non ne escono più. E mi stanno accompagnando ora.


Stay hungry. Stay foolish.


ciao Steve.

lunedì 26 settembre 2011

Pillola rossa o pillola azzurra?

È la tua ultima occasione, se rinunci non ne avrai altre. Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant'è profonda la tana del bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più.

è di nuovo ora di fare una scelta...

mercoledì 14 settembre 2011

Ciao Walter...


"La montagna mi ha insegnato a non barare, a essere onesto con me stesso e con quello che facevo. Se praticata in un certo modo è una scuola inclubbiamente dura, a volte anche crudele, però sincera come non accade sempre nel quotidiano. Se io dunque traspongo questi principi nel mondo degli uomimi, mi troverò immediatamente considerato un fesso e comunque verrò punito, perchè non ho dato gomitate ma le ho soltanto ricevute. E' davvero difficile conciliare queste diversità. Da qui l'importanza di fortificare l'animo, di scegliere che cosa si vuole essere. E, una volta scelta una direzione, di essere talmente forti da non soccombere alla tentazione di imboccare l'altra. Naturalmente il prezzo da pagare per rimanere fedele a questo ordine che ci si è dati è altissimo."









Addio Walter, ora sei sulla vetta della montagna più alta....