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mercoledì 13 ottobre 2010

13 ottobre 2000



sono già passati dieci anni.

Realizzai un reportage sul disastro, ancora on line sul mio sito:

www.roby4061.it/2005/alluvione2000/alluvione2000.htm

Riporto le righe che scrissi allora, finita l'emergenza..

QUALCHE RIFLESSIONE SULL'ALLUVIONE DEL 13-16 OTTOBRE 2000

Forse questa sarà l'ultima volta, forse invece ce ne saranno sempre di più..Certo è che quest'alluvione non la dimenticherò tanto presto, certe immagini mi rimarranno impresse nella mente per sempre.

Sono scene degne di un'apocalisse quelle che si presentano a chi percorra queste valli devastate, ferite, calpestate da una forza immane, spaventosa, mai vista.

Mi ricorderò il caldo insolito e il forte vento da sud nel mattino di sabato 14 ottobre, lo spaventoso rumore della Stura, che aveva già cominciato la sua opera di distruzione.
Mi ricorderò le vie di Balangero invase dall' acqua limacciosa, i campi attorno al Banna completamente allagati, la montagna che si muoveva e rilasciava centinaia di piccole frane..
Mi ricorderò le notizie su internet che lanciavano segnali di catastrofi nelle valli dell'Orco e d'Aosta, mentre la pioggia continuava a cadere incessante e fino ai 3000mt, sciogliendo tutta la neve della settimana precedente.

Porterò con me le immagini di una valle Orco innevata, in un dolce aspetto invernale , pronta ad essere cullata nell'inverno, inconsapevole di quello che stava per accadere.

Ricorderò di aver percorso per l'ultima volta quella valle il 7 ottobre, perché ora non esiste più. Ecco, non potrò dimenticare che questo disastro ha colpito valli che conoscevo, a cui ero legato, di cui ricordo ancora scorci suggestivi che adesso non ci sono più, cancellati, spazzati via da metri di ghiaia, fango, acqua..

Ricorderò le sirene dei mezzi di soccorso tra il forte rumore del torrente e la pioggia che cadeva senza sosta..
Ricorderò le fiamme che avvolgevano il ponte di Robassomero
Ricorderò il ponte di Villanova aggredito da un torrente impetuoso, impazzito, che cercava di riprendersi con forza quello che era suo cinquant'anni prima.
Ricorderò che dopo quattro giorni passati come volontario di Protezione Civile avevo perso la cognizione del tempo, mi sentivo stanco, ma orgoglioso di far parte di tutti quei volontari che a diverso titolo erano impegnati fuori casa...

Mi ricorderò i giorni dopo, quando l'acqua scendeva e i torrenti ritornavano nei loro letti ormai modificati, la geografia delle valli stravolta.
Mi ricorderò della sensazione provata il lunedì, quando attraversando il martoriato ponte dell'acquedotto a Lanzo, sopra un torrente ancora gonfio, venivo investito da un'aria gelida carica di pioggia, che ti sferzava la faccia e pensavo se questo disastro avrebbe mai avuto fine…

Ma oltre a tutto questo non dimenticherò l'attimo in cui i primi raggi di sole, dopo giorni di pioggia e distruzione, tornavano a illuminare una terra desolata, martoriata e ferita, valli che non esistono praticamente più: mi ricorderò di quel sole che tornava a dare speranza, a scaldare queste valli in ginocchio ma pronte a risorgere, con il forte spirito della gente pronta a ricominciare, ad aiutare queste montagne a tornare a vivere…


Torino, 23-10-2000

2 commenti:

  1. Già.....
    Il mondo sta girando troppo in fretta, ma perchè siamo noi che lo stiamo facendo. Abbiamo perso il metro delle cose...
    Pazzesco...

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  2. A distanza di 10 anni... un altro commento, dai roby!
    gp

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